Porti turistici, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica
| Páginas | 79-118 |
| Fecha | 01 Enero 2024 |
| Autor | Anna L. Melania Sia |
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Revista de Derecho del Transporte
N.º 33 (2024): 79-117
* Fecha de recepción del trabajo: 6/5/2024. Fecha de aceptación del trabajo: 31/5/2024.
Trabajo realizado en el marco del Proyecto de I+D+i «El transporte ante el desarrollo tecnológico y la
globalización: nuevos desafíos jurídicos del sector marítimo y portuario», ref. PID2019-107204GB-C32,
financiado por el Ministerio de Ciencia e Innovación y por la Agencia Estatal de Investigación MCIN/
AEI/10.13039/501100011033. El artículo se inspira en la ponencia sobre «Los puertos deportivos ante
el desafío de la sostenibilidad», impartida el 23 de noviembre de 2023 en el Congreso Internacional sobre
Incidencia del desarrollo tecnológico y la globalización en el sector marítimo y portuario, organizado por
la Universidad del País Vasco.
PORTI TURISTICI, SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
E INNOVAZIONE TECNOLOGICA*
Anna L. Melania Sia
Professoressa Associata di Diritto Della Navigazione
Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro - Italia
RIASSUNTO
I porti turistici rivestono tradizionalmente un ruolo chiave nell’economia del
mare. Essi costituiscono anche la porta di accesso ai territori, e rappresentano
un significativo fattore trainante dello sviluppo territoriale. Le infrastrutture del
diporto rappresentano il fulcro del nuovo modello di smart city sull’acqua pro-
posto dalla Unione europea per le località costiere. Attraverso la realizzazione
delle misure volte al rispetto della sostenibilità ambientale ed allo sviluppo della
digitalizzazione delle infrastrutture del diporto sarà possibile armonizzare le atti-
vità umane e la tecnologia con il rispetto per la natura e le esigenze di svago ma
anche di mobilità che contraddistinguono il diporto nautico e il turismo costiero.
Lo scritto affronta questa tematica con una particolare considerazione
dell’ordinamento italiano.
Parole chiave: porti turistici, turismo costiero, blue growth, smarts ports,
concessioni su beni demaniali marittimi ad uso turistico-ricreativo, concessioni
di costruzione e gestione di infrastrutture da diporto.
SOMMARIO: I. ALCUNE CONSIDERAZIONI PRELIMINARI SUL RUOLO DEI PORTI TURISTICI.—II. INFRA-
STRUTTURE PORTUALI E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE.—III. INFRASTRUTTURE PORTUALI E INNOVA-
ZIONE TECNOLOGICA.—IV. «SMARTNESS» E PORTI TURISTICI.—V. LA SITUAZIONE IN ITALIA: 1. Sulla
mancanza nell’ordinamento italiano di un adeguato quadro giuridico applicabile ai porti turistici: 1.1. La disciplina
delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative.—VI. OSSERVAZIONI CONCLUSIVE.—
VII. BIBLIOGRAFIA.
ANNA L. MELANIA SIA
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N.º 33 (2024): 79-117
Marinas, environmental sustainability and new technologies
ABSTRACT
Marinas traditionally play a key role in the maritime economy. They are
also the gateway to the territories and represent a significant driver of territorial
development. Marinas are at the heart of the new smart city model on the water
proposed by the European Union for coastal regions. By implementing measures
aimed at environmental sustainability and the digitalization of recreational in-
frastructures, it will be possible to harmonize human activities and technology
with respect for nature and the leisure and mobility needs that characterize plea-
sure boating and coastal tourism.
The paper addresses this issue with consideration of the Italian legal frame-
work.
Keywords: marinas, coastal and maritime tourism, blue growth, smarts ports,
State-owned maritime property, State beach concessions for tourism and recre-
ational purposes, concessions for the construction and management of marinas.
SUMMARY: I. SOME PRELIMINARY CONSIDERATIONS ON THE ROLE OF MARINAS.—II. PORT INFRASTRUC-
TURE AND ENVIRONMENTAL SUSTAINABILITY.—III. PORT INFRASTRUCTURES AND NEW TECHNOLO-
GIES.—IV. SMARTNESS AND MARINAS.—V. THE ITALIAN CONTEXT: 1. On the lack of an adequate legal
framework applicable to marinas in the Italian legal system: 1.1. The regulation of State beach concessions for
tourism and recreational purposes.—VI. CONCLUDING REMARKS.—VII. BIBLIOGRAPHY.
I. ALCUNE CONSIDERAZIONI PRELIMINARI SUL RUOLO
DEI PORTI TURISTICI
In Paesi come la Spagna e l’Italia, dove il rapporto con il mare e le coste
è significativo, è presente una solida tradizione diportistica, supportata da una
industria nautica specializzata e da una fitta rete di infrastrutture dedicate alla
nautica da diporto 1.
1 Secondo recenti rilevazioni, in Italia i porti turistici e gli approdi sono 285, mentre gli accosti e
i punti di ormeggio sono oltre 2.000, per un totale di 160.000 posti barca. I dati sono riportati nella
Nota di presentazione del Piano del mare (23A05759), approvato dal Comitato interministeriale per
le politiche del mare con delibera 31 luglio 2023, in GU n. 248 del 23 ottobre 2023. Nell’ordinamento
italiano le infrastrutture destinate alla nautica da diporto si distinguono in tre tipologie, individuate
dall’art. 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509 («Regolamento re-
cante disciplina del procedimento di concessione di beni del demanio marittimo per la realizzazione
di strutture dedicate alla nautica da diporto», in GU n. 40 del 18 febbraio 1998). Ci si riferisce ri-
spettivamente: a) al porto turistico che comprende il complesso di strutture amovibili ed inamovibili
realizzate con opere a terra e a mare allo scopo di servire unicamente o precipuamente la nautica da
diporto ed il diportista nautico, anche mediante l’apprestamento di servizi complementari; b) all’ap-
prodo turistico, struttura operante nell’ambito di porti polifunzionali, destinata a servire la nautica da
diporto ed il diportista nautico, anche mediante l’apprestamento di servizi complementari; c) ai punti
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Oltre ad essere la rete infrastrutturale della filiera della nautica da dipor-
to, componente rilevante dell’economia del mare, la portualità turistica riveste
un’ulteriore valenza. I porti turistici favoriscono infatti molte attività accessorie
nel campo del turismo nautico, fungendo potenzialmente da attrazioni turistiche
autonome 2. Essi stimolano l’interesse per la navigazione e verso altre proposte
turistiche, anche non direttamente connesse con l’attività di navigazione, contri-
buendo a facilitare il legame tra il turismo nautico e quello costiero. In tal senso
i porti turistici costituiscono la porta di accesso ai territori, e rappresentano un
significativo fattore trainante dello sviluppo (non solo turistico) nei luoghi in cui
hanno sede 3.
Ed è in questa ottica che deve essere interpretato il ruolo dei concessionari
portuali. Essi, prevalentemente privati, in qualità di imprenditori mirano a ot-
di ormeggio, ovvero aree demaniali marittime e specchi acquei dotati di strutture che non comportino
impianti di difficile rimozione, destinati all’ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio (anche a secco) di
piccole imbarcazioni e natanti da diporto. A queste tipologie si aggiungono i marina resort intese quali
«strutture organizzate per la sosta e il pernottamento di diportisti all’interno delle proprie unità da
diporto ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato» (art. 32, comma 1, Decreto-leg-
ge 12 settembre 2014, n. 133 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164/2014). Un’ulteriore
tipologia —destinata a superare le criticità conseguenti ad una sempre maggiore richiesta di posti
barca oltre ad offrire un’alternativa economica— è da alcuni individuata nel c.d. porto a secco (o dry
marina), struttura ricettiva in cui le imbarcazioni rimangono per un dato periodo sulla terraferma,
posizionate in specifici bacini all’interno di aree appositamente attrezzate o in strutture modulari
disposte su vari livelli; essi possono essere organizzati per la sosta e il pernottamento di turisti all’in-
terno delle imbarcazioni, posizionate a secco in piazzale appositamente attrezzato. Questa possibilità
è stata definita dal Decreto legislativo 12 novembre 2020, n. 160 (su cui ci si soffermerà oltre). Per
la dottrina italiana sul tema dei porti turistici si rinvia a r. tranquilli-leali, Porti turistici. Struttura
e funzioni, Milano, 1996, passim; id., «Infrastrutture portuali dedicate alla nautica da diporto: una
difficile tutela», Rivista del Diritto della navigazione, 2020, 1083 ss.; l. tullio, «Aspetti giuridici
della realizzazione degli approdi turistici», Diritto dei trasporti, 1989, 112 e ss.; M. BriGnardello,
«Portualità turistica e novità legislative», Diritto marittimo, 1998, 662 s.; M. GriGoli, Diporto e
turismo nautico, Padova, CEDAM, 2004, spec. 37-53; id., «La realtà demaniale e infrastrutturale
dedicata alla nautica da diporto e al turismo nautico», Diritto dei trasporti, 2005, 105 ss.; E. turco
BulGherini, «Navigazione da diporto e porti turistici», in M. M. coMenale Pinto, e. G. roSafio
(a cura di), Il diporto come fenomeno diffuso. Problemi e prospettive del Diritto della navigazione,
Roma, Aracne, 2015, 145 ss. Più recentemente si veda F. Morandi, G. Benelli, «Le infrastrutture dei
trasporti ed il demanio marittimo a finalità turistico-ricreativa», in V. franceSchelli, f. Morandi (a
cura di), Manuale di diritto del turismo, VIII ed., Torino, 2022, 156 ss. Per quanto concerne l’ordi-
namento spagnolo si rinvia, anche per ulteriori riferimenti bibliografici, a M.ª V. Petit laVall, «Los
puertos deportivos», in M.ª j. MorillaS jarillo, j. l. Pulido BeGineS, M. ª V. Petit laVall (dirs.),
Tratado de la navegación deportiva y de recreo, Madrid, Marcial Pons, Ediciones Jurídicas y Sociales,
2020, 253-295 e, ivi, M.ª j. MorillaS jarillo, j. l. Pulido B eGineS, M.ª V. Petit laVall «La impor-
tancia jurídico-económica de la náutica deportiva y de recreo», 15-49; J. M. Martín oSante, «La Ley
de navegación marítima entre la normativa autonómica y los convenios internacionales», Revista de
Derecho del Transporte, n. 26, 2020, 79-101, spec. 85-91; id., «El papel de la navegación deportiva y
de recreo en el derecho marítimo español», in U. la torre, A. L. M. Sia (a cura di), Diporto e turismo
tra autonomia e specialità, Roma, Aracne, 2014, 65 ss.
2 Si pensi alla pratica di sport acquatici, all’utilizzo di strutture alberghiere o di residenza private,
ristoranti, attività commerciali di ogni genere, attività di svago, acquisto di accessori per strumentazione
di bordo o di abbigliamento e materiale utile alla navigazione.
3 In tal senso e per alcuni dati utili si vedano L. Mundula, G. Balletto, M. ladu, «Il ruolo dei porti
turistici nello sviluppo territoriale. Il caso della città metropolitana di Cagliari», in F. dini, F. Martellozzo,
F. randelli, P. roMei (a cura di), Oltre la globalizzazione - Feedback, Società di Studi Geografici, Memorie
Geografiche, vol. XIX, Firenze, 2021, 101-108.
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